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Ambiente

Agricoltura, la nuova Pac: ecco come fare domanda e come sono calcolati i contributi

today9 Maggio 2023

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La nuova Pac 2023-2027 entra in vigore ufficialmente il primo di gennaio, sul tavolo ci sono 35 miliardi di euro per cinque anni e ai nastri ci sono centinaia di migliaia di agricoltori italiani pronti a presentare le loro richieste. Quanti sono? Secondo la Coldiretti, che gestisce un’efficiente rete di centri di assistenza agricola, nel 2105 i percettori di Pac sono stati 1,1 milioni, l’anno scorso circa 730mila. Meno chiaro, ad oggi, è quanto ciascuno di loro percepirà con il nuovo sistema di ricalcolo dei contributi: qualcuno infatti rischia di perderci anche mille euro all’ettaro. E non è nemmeno certo che tutte le risorse arriveranno nelle tasche degli agricoltori già ad ottobre: con la vecchia Pac, in autunno i contadini percepivano l’85% del totale delle somme loro dovute, ora con la nuova si rischia di prenderne subito solo il 48%. Ma andiamo con ordine.

I tempi delle domande

Le domande, come sempre, andranno presentate ogni anno entro il 15 di maggio, salvo possibili proroghe di un mese. Vanno consegnate agli organismi pagatori: alla Regione, se è dotata di uno sportello apposito, oppure direttamente ad Agea. Le pratiche possono essere presentate anche attraverso un Caa, cioè un Centro di assistenza agricola. La cosa buona è che con la stessa domanda si possono richiedere sia i contributi base, sia i finanziamenti per i capitoli specifici, come quelli che la nuova Pac riserva ai giovani (1 miliardo), alla digitalizzazione (2,2 miliardi) o al biologico (2 miliardi). La seconda buona notizia è che tutto il sistema è informatizzato e le piattaforme, quella nazionale e quelle regionali, si parlano tra loro. Molto, però, resta ancora da capire nelle 70 pagine del regolamento che in Conferenza Stato Regioni è approdato solo dopo Natale.

«Non tutti gli agricoltori possono presentare la domanda -spiega Alessandro Apolito, capo del servizio tecnico della Coldiretti – chi prenderebbe meno di 300 euro di contributi per ettaro, per esempio, non ha diritto di richiederli». Il primo passo, insomma, è quello di farsi calcolare la cifra a cui si avrebbe diritto.

La redistribuzione dei contributi

Rispetto alle precedenti gestioni, la più grande novità di questa Pac è la modalità con cui verranno distribuiti i contributi al reddito degli imprenditori agricoli: non saranno più legati alla produzione, ma verranno quantificati in base ai comportamenti sostenibili messi in campo. Entro il 2027 ogni agricoltore dovrà percepire aiuti non inferiori all’80% della media nazionale e per questo dovrà avvenire una redistribuzione delle somme: oggi, infatti, la Lombardia ha una media di 600 euro di contributi per ettaro, mentre la Sardegna solo 120.

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Come si traduce, nella pratica, questa redistribuzione? «Fino al 2022 – spiega Apolito – i contributi diretti prevedevano un pagamento di base fisso, calcolato sulla base dei titoli personali, più una componente ambientale, il greening, che era uguale per tutti. Con la nuova Pac, invece, i contributi di base richiederanno delle condizioni minime di sostenibilità per essere presi, mentre la parte greening non c’è più perchè è stata sostituita dagli ecoschemi». Questi ultimi prevedono una serie di impegni ambientali da parte degli agricoltori: solo chi dimostra di rispettarli, potrà ricevere i contributi.

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Scritto da: redazione

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