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Music

Sanremo: per una settimana siamo tutti “musicologi”

today7 Maggio 2023 1

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Forse ne sentivamo il bisogno, di questa festa collettiva di canzoni, gara, polemiche, tifoserie. Siamo stati virologi, commissari tecnici della Nazionale, esperti di geopolitica; ora per una settimana ci trasformiamo tutti in esperti di musica, look, direzione artistica di eventi musicali, conduzione tivù – e sicuramente finiremo con l’accapigliarci su questioni, per fortuna, almeno stavolta, di pochissimo conto.
“Sanremo 2023 sempre più vicino” si legge ancora sui manifesti Rai che tappezzano la città. Eppure qui, in quella che si è sempre chiamata “la città dei fiori”, sembra che il Festival sia iniziato da giorni. Le strade affollate, gli ingressi dell’Ariston assiepati di giovani (e no) a caccia di una foto, un filmato, un reel, un Tiktok di qualunque volto anche un po’ famoso possa entrare di corsa nel teatro.

Green carpet

Come ogni anno? No, molto di più. Il red carpet – pardon, green carpet, perché è di erba vera, che poi, assicurano, sarà riposizionata negli spazi verdi del comune – è lungo ben 300 metri. La registrazione della sfilata dei cantanti con la presenza di centinaia e centinaia di persone attorno al lunghissimo tappeto ha bloccato il centro città. Toccava trovare percorsi alternativi: inconfondibile il tipico “mugugno” ligure degli automobilisti costretti a soluzioni di fantasia.

Sanremo 2023, le immagini della prima serata

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Nel piccolo Ariston, intanto, il palco è stato ampliato a dismisura, talmente esteso da aver lasciato spazio in platea solo a poche file di poltroncine. In quello che è l’accogliente cinema-teatro di una grossa cittadina di villeggiatura, riesce a trovare spazio non si sa come qualcosa che ricorda allo stesso tempo una bomboniera, un’astronave e uno stage da produzione americana. Unici a manifestare disappunto, i giornalisti, che dall’edizione blindata causa lockdown sono stati trasferiti nel poetico, ma decentrato Casinò. Rispetto all’Ariston Roof (letteralmente il tetto del palazzo, che nel resto dell’anno ospita tre sale di proiezione con copertura apribile, per i film sotto le stelle) c’è meno confusione, ma spazi ridotti e postazioni ancora per pochi fortunati – e soprattutto la nostalgia canaglia degli anni in cui si lavorava con la notizia letteralmente sotto la sedia. La sala stampa protesta, chissà. Dopotutto è una minuscola polemica in un anno in cui sono successe cose immensamente più importanti: in qualche modo arriveranno tutte sul palco, tra monologhi, lettere, messaggi, nonostante chi dice che al Festival dovrebbero suonare solo le canzoni. Cosa che in qualche decennio di storia non è invece successa quasi mai.

Anna Oxa sul palco di Sanremo 2023 (Ansa/Ettore Ferrari)

Le canzoni

Ah, certo, poi ci sono le canzoni. Verranno svelate in due sere; ci sono i favoriti Mengoni e Ultimo, impeccabili, le regine Elodie e Giorgia (e una donna non vince dal 2014), i giovani pronti a espugnare il fortino (Madame, Lazza, e quei primi piani da poster in cameretta di Leo Gassmann e Tananai), le rivelazioni che vogliono conferme (i Coma_Cose, con la loro esibizione che commuove anche i cuori più aridi), quelli che portano con sé il peso dei (nostri) ricordi, quelli che in tre minuti e mezzo si giocano la possibilità di far conoscere il proprio nome… insomma: Sanremo, che anche nel 2023 è Sanremo. La prima è stata Anna Oxa, le ultime della seconda serata, a notte, saranno Paola e Chiara, che nel testo cantano “ballare come se fosse l’ultima canzone”: letteralmente accontentate.

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(Ansa)

La sala stampa protesta, chissà. Dopotutto è una minuscola polemica in un anno in cui sono successe cose immensamente più importanti: in qualche modo arriveranno tutte sul palco, tra monologhi, lettere, messaggi, nonostante chi dice che al Festival dovrebbero suonare solo le canzoni. Cosa che in qualche decennio di storia non è invece successa quasi mai.

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Scritto da: redazione

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