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Tecnologia

“Connettività sicura”, focus Fondazione Icsa su normativa comunitaria e nuovi assetti istituzionali

today1 Aprile 2023 2

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L’Europa compie un passo in avanti nel processo di transizione digitale e di creazione di un sistema sovrano di connettività sicura con la recente adozione (7 marzo 2023) da parte del Consiglio dell’Unione europea del regolamento che istituisce il programma 2023-2027 di Iris2, l’Infrastruttura per la resilienza, l’interconnettività e la sicurezza via satellite destinata a fornire servizi di comunicazione di ultima generazione ultraveloci (a bassa latenza) e altamente sicuri sia per i governi che per la società civile. L’avvio del programma ha assunto carattere d’urgenza a seguito dei nuovi assetti geopolitici scaturiti dall’attacco russo all’Ucraina, un evento che ha segnato un’accelerazione nella ridefinizione della strategia e degli strumenti per la sicurezza informatica e la difesa di infrastrutture critiche sia all’interno dei confini europei che al di fuori, nelle aree geografiche di interesse strategico. Questo sostanziale passo in avanti consente all’Unione di avviare un partenariato privato per la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture, nonché per l’erogazione principalmente dei servizi governativi a partire dal 2024 e dei primi servizi commerciali entro il 2027.

Di questo e molto altro si è parlato nei giorni scorsi al convegno “Connettività sicura – lo stato dell’arte tra normativa comunitaria e nuovi assetti istituzionali” organizzato dalla Fondazione Icsa (Intelligence culture and strategic analysis) presso il Resia (Reparto sistemi informativi automatizzati Aeronautica militare).

Il convegno, moderato dalla dottoressa Flavia Giacobbe, direttore di Airpress e di Formiche, ha visto un confronto di altissimo profilo fra massimi esperti della materia. Presente il Governo italiano, rappresentanti delle forze armate, tecnici ed esponenti dei settori industriali difesa, aerospazio e telecomunicazioni.

I diversi apporti specialistici e le posizioni emerse conducono alla definizione di un quadro articolato e complesso che si candida a diventare fondante della nuova prospettiva europea. I pareri emersi convergono sì sulla strategicità e l’urgenza di edificare a livello europeo un sistema sovrano di connettività spaziale più sicuro e in grado di arginare gli attacchi alla cybersicurezza rispetto ai quali ogni anno siamo sempre più esposti, ma anche sulla necessità di valorizzare le posizioni dell’Italia – per certi versi divergenti rispetto alla compresenza di obiettivi governativi e commerciali del programma Iris² – e di riaffermare il ruolo, le competenze nella difesa e il valore aggiunto che l’industria italiana può offrire al programma in termini progettuali e non solo finanziari.

Il programma Ue si propone di fatto di rafforzare la competitività dei servizi di comunicazione satellitare comunitari e, insieme, i servizi governativi e commerciali in modo che siano in grado di supportare la protezione delle infrastrutture critiche, la sorveglianza e la gestione delle crisi e contribuire altresì alla resilienza dell’Unione. Iris² è infatti progettata per garantire comunicazioni rapide e sicure anche quando le reti di comunicazione terrestri dovessero essere interrotte da disastri naturali, terrorismo, guerre o attacchi informatici.

Con uno stanziamento di 2,4 miliardi di euro, il Programma Ue presenta sostanzialmente tre macro-obiettivi per il periodo 2023-2027:

-istituire un sistema sovrano di connettività sicura per la fornitura di servizi di comunicazione governativa via satellite sicuri, autonomi, affidabili ed economici agli utenti governativi, a sostegno della protezione delle infrastrutture critiche, della sorveglianza, delle azioni esterne, della gestione delle crisi e delle applicazioni per l’economia, l’ambiente, la sicurezza e la difesa;

-consentire la fornitura di servizi commerciali da parte del settore privato per facilitare l’ulteriore sviluppo della banda larga ad alta velocità a livello mondiale e la connettività senza soluzione di continuità anche nelle zone morte di comunicazione e aumentare la coesione tra i territori degli Stati membri, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei del decennio digitale;

-rafforzare la competitività dell’industria dell’UE, comprese le PMI e le start-up, nel campo delle soluzioni e dei servizi di comunicazione satellitare, promuovendo l’innovazione per garantire che i progressi tecnologici e il loro utilizzo da parte dei governi fungano da motore dell’innovazione e di una più ampia commercializzazione.

Il convegno si è aperto con il saluto del gen. div. Vincenzo Falzarano, comandante della 3^ Divisione del Comando logistico Aeronautica Militare che ha ospitato i lavori presso il Resia e del gen. (r.) Leonardo Tricarico il quale, nel ricordare la mission della Fondazione Icsa da lui presieduta sempre pronta nel far luce sui temi della difesa, dell’intelligence e della sicurezza informatica, ha rivolto un invito all’uditorio, quello di cominciare a pensare alla creazione di uno strumento integrato di difesa europeo che possa poi rapportarsi con una politica comune di difesa.

In collegamento da remoto il vice ministro Valentino Valentini ha ricordato come il Ministero per le Imprese e il Made in Italy sia in prima linea nel promuovere e tutelare una connettività capillare stabile e sicura su tutto il territorio nazionale. “Una delle principali priorità del nostro governo – ha dichiarato – è difendere la sovranità digitale e tecnologica del nostro Paese o più in generale quella europea, soprattutto verso le ingerenze che possono arrivare dai competitor internazionali”.

E, riferendosi a Iris2, ha aggiunto: “Il progetto inciderà anche in termini positivi sulla filiera italiana dell’aerospazio aprendo importanti canali di crescita e di sviluppo tecnologico”. Il vice ministro ha poi ricordato come in questo settore l’Italia vanti già di 10 distretti tecnologici, un cluster nazionale, 69 tra università e dipartimenti e centri di ricerca e circa 200 tra grandi imprese, piccole e medie imprese, tutte dedicate al settore spaziale. “Il nostro paese è al quinto posto al mondo per l’innovazione del settore, è al settimo in termini di investimenti pubblici per attività spaziali rispetto al Pil. inoltre, a livello europeo, l’Italia è al secondo posto per numero di satelliti in orbita ed è al terzo Paese per contributi al bilancio dell’Esa dopo Germania e Francia. Si tratta di un grande valore e di un grande sforzo che l’Italia sta compiendo nel settore spaziale e che pertanto deve essere protetto da minacce di ogni tipo soprattutto quella di tipo cyber. Nella relazione al Parlamento del 2022, pubblicata a fine febbraio dal sistema per l’informazione per la sicurezza della Repubblica, si evince come gli attacchi di tipo cyber all’amministrazione centrale dello Stato siano aumentati di sei punti percentuale rispetto all’anno precedente”.

Il gen. div. AAran Sergio Antonio Scalese, comandante del Comando per le operazioni in rete (Cor) è intervenuto evidenziando il perdurare della sottovalutazione della minaccia cyber al dominio spazio. Scalese richiamando il recente caso studio dell’attacco cyber alla rete ViaSat nel conflitto russo-ucraino, ha sottolineato che “l’attacco attribuito alla Russia avvenuto il 24 febbraio 2022 è il primo caso reso pubblico di attacco cyber a diretto supporto di operazioni militari”. I fatti: attacco alla rete ViaSat il 24 febbraio attribuito alla Russia, finalizzato a colpire il sistema Kropyva, un’applicazione sviluppata su sistema Android che, mediante l’utilizzo di tablet, consente di mappare la posizione di un bersaglio e di trasmetterla ai sistemi di artiglieria più vicini per coordinarne o sincronizzarne il fuoco.

Come riferisce nel suo intervento la dottoressa Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia Cybersicurezza nazionale, “la polizia postale ci consegna un dato: dal 2021 al 2022 le minacce per cyber attacchi sono aumentate del 138 %” (…) “Soprattutto il conflitto russo ucraino ha acceso un riflettore su un tasto che già agli addetti ai lavori era ben chiaro, ma è stato ancora più evidente un sostanziale stato di subalternità tecnologica che l’Italia, ma l’Europa in generale, si trova a soffrire. La nostra dipendenza tecnologica costituisce un vero problema e lo vediamo quando si rompono gli equilibri geopolitici”.

Riguardo all’aumento vertiginoso dei reati che hanno colpito il sistema sanitario, Ciardi ha affermato: “Cosa c’è di più delicato di un nostro dato sanitario? Quindi parliamo di attacchi alla nostra vita, alla collettività, al tessuto sociale del nostro Paese. In genere in questi attacchi non solo viene bloccata l’erogazione dei servizi essenziali, ma i dati vengono sottratti, trafugati e immessi in rete. Cioè, parliamo di dati delle nostre vite che vengono rubati e riversati in rete e riutilizzati per migliaia e migliaia di altri reati. Ciardi ha concluso dicendo: “Dobbiamo avere come faro almeno una quota di autonomia tecnologica e strategica in Europa”.

Riguardo all’importanza della continuità nelle comunicazioni satellitari, il generale b.a. Davide Cipelletti, capo Ufficio generale Spazio dello Stato maggiore della Difesa, portando alcuni esempi di operazioni militari, ha mostrato quanto sia fondamentale che gli interventi siano continuativi e gestiti in tutte le loro fasi ordinarie e straordinarie e come risulti fondamentale riuscire a mantenere collegamenti costanti, sicuri con i centri di comando e controllo nazionali, con la madrepatria, ma anche poter avere costantemente sotto controllo e gestione il personale istruito. “La difesa italiana – ha spiegato Cipelletti – grazie alle proprie capacità satellitari, è il primo contributore della Nato per quanto riguarda la comunicazione in banda. Da tempo stiamo studiando la possibilità di arrivare ad avere una piccola costellazione proprietaria di satelliti che ci permetterebbe di avere una ‘culla di iperconnettività’ centrata su un’area di particolare interesse nazionale o internazionale, ma anche di offrire una in-kind contribution al sistema Iris²”.

L’avvocato Giovanni Cinque, esperto di diritto spaziale, già commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana, ha affrontato gli aspetti normativi del programma Iris² da profondo conoscitore di tutte le fasi preparatorie e di tutte le criticità connesse. Riguardo al budget Cinque ha dichiarato: “la Commissione prevede che la parte hard dell’infrastruttura potrà essere realizzata nell’attuale quadro finanziario, quindi entro il 2027, utilizzando le risorse già appostate. La piena realizzazione del programma, invece, richiederà anche l’impiego di risorse appostate nel successivo quadro finanziario, quindi nel successivo settennio”. Cinque auspica che il governo “dedichi un minutino non per fare la rivoluzione, ma per mettere a punto un calendario di interventi precisi e utili nella razionalizzazione, nell’opera di armonizzazione dell’attuale assetto di governance del comparto spazio”.

Il dottor Eugenio Santagata, chief Public affairs & Security officer Tim e ceo di Telsy, ha spiegato come la superficie d’attacco di un player come Tim sia in parte assimilabile a quella di una forza armata. “Nel 2022 – ha dichiarato Santagata – abbiamo ricevuto 5843 attacchi censiti, un numero elevatissimo, per fortuna con effetti poco tangibili. Al momento non abbiamo difese concrete, sufficienti, reali sul piano del satellitare. Abbiamo un’industria, lo spazio, in Italia, che rispetto ad altre è certamente un fiore all’occhiello. C’è tanta scuola di ingegneria, però se guardiamo alla parte di sicurezza c’è ben poco e l’evento ViaSat lo dimostra. A mio avviso, gli elementi portanti di una cyber resilience, di una comunicazione satellitare sicura, poggiano sul mettere in sicurezza il canale di comunicazione attraverso tecnologie quantistiche. Tutto ciò che riguarda l’infrastruttura e la superficie d’attacco di Tim è coordinata, sorvegliata, protetta da un’apposita articolazione del gruppo Tim che ho l’onore di gestire e che guarda propriamente tutto ciò che è prevenzione e difesa dell’infrastruttura, mentre tutto ciò che è mercato è affidato ad un’azienda che si chiama Telsy. Ora il combinato disposto delle due si traduce in una formula vincente perché Tim ha investito ingenti risorse, oltre 100 milioni l’anno in sicurezza logica, soltanto sicurezza logica, e non bastano. Nonostante ciò, si fa fatica a stare dietro all’evoluzione della minaccia”. Santagata ha ricordato infine come Tim sia “una delle poche aziende in Italia in grado di impiegare, dispiegare, un sistema di generazione di chiavi simmetriche che utilizzano i principi della fisica quantistica”.

Secondo l’ingegner Massimo Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, “una connettività di questo tipo certamente deve essere globale, ma può essere anche specifica, limitata nello spazio e nel tempo”. “Negli ultimi anni – ha spiegato Comparini – abbiamo visto che la Commissione europea ha abbandonato quell’ipocrisia del fatto che non si poteva parlare di difesa. È evidente che stiamo parlando di assetti tecnologici che servono alla nostra difesa. Penso questo sia anche un elemento di robustezza del sistema industriale italiano. Lungo la filiera, il sistema nazionale possiede la capacità di concepire architetture che, assieme ai grandi assetti spaziali, possano configurare ad esempio piattaforme di dimensioni più piccole, riconfigurabili e dispiegabili in tempi più rapidi, per rispondere oltre che ai requisiti ed alle necessità della sicurezza, anche ad uno dei paradigmi fondamentali che è quello del responsive, cioè di come riuscire a dislocare assetti che non devono durare necessariamente dieci anni o quindici anni, ma possono andare a supporto di operazioni sia spazialmente che temporalmente più limitate”.

L’ingegner Giuseppe Aridon, senior vice president Strategy e corporate development di Telespazio intervenendo al convegno ha dichiarato: “È forse il programma più complesso e più di impatto, e di impatto più esteso, che la Commissione europea abbia mai messo in piedi. Ne consegue la necessità di osservarlo nella sua complessità e quindi di gestirlo e indirizzarlo per tutti quelli che possono essere i portati e le conseguenze, in primo luogo la protezione degli interessi nazionali”. Parlando del ruolo dell’industria, ha aggiunto: “Telespazio opera con sistemi spaziali e li utilizza per fornire servizi ai clienti finali anche in campo militare, ma certamente il sistema Iris² offre all’Italia una grande opportunità di valorizzare le sue competenze in campo operativo, i centri di ricerca, la capacità di gestire operativamente queste missioni e utilizzare la parte hard gov, quindi quella più sicura, con tutti i requisiti di sicurezza al massimo livello.

“È necessario portare avanti – ha ribadito Aridon – l’allineamento pieno di tutte le istanze a supporto del ritorno che sicuramente il programma potrà generare, e in modo significativo, per tutta per tutta la filiera dell’industria italiana. Penso appunto ai servizi, penso ai terminali, penso a tutte le modalità operative che dal sistema sicuramente avranno origine”.

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Scritto da: redazione

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